Set 17, 2011 - Senza categoria    No Comments

Riflessioni socio-stantuffologiche sull’educazione sessuale.

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Come faceva quella canzone Anni 80? “Video killed the porno star…”. Mmm, forse non faceva proprio così, però che bei tempi quei tempi, quando noi imberbi esploratori del corpo umano scoprivamo il mondo del sesso e ci facevamo venire le occhiaie a furia di smanettare… La nostra bibbia era Postalmarket, dove ci bastava vedere una donna in reggiseno o una pudica caviglia e il bagno (rigorosamente chiuso a chiave) diventava il nostro paradiso in terra. Per la stragrande maggioranza dei nostri genitori il sesso era argomento tabù, così dovevamo arrangiarci carpendo informazioni qua e là, spesso confuse o poco chiare. I primi giornaletti “osé” (“Le ore”, “Lando”) passavano di mano in mano, di pagina appiccicata in pagina appiccicata. Qualcuno più grandicello raccontava, vantandosi, le sue prime esperienze e noi lo guardavamo come se fosse un marziano o il più fortunato uomo sulla terra. Poi si passava alle videocassette porno, ma non era come oggi che il porno è fruibile pure ai bambini 24 ore su 24, basta accendere il pc! Allora c’era qualcosa di trasgressivo nel guardarsi il carnacccio in personal o in una qualche riunione pomeridiana a casa dell’amico libero dal controllo parentale. Certo, il rischio era ed è quello di pensare che se non hai un membro di grosso calibro e non fai una prestazione come quella dell’attore non farai mai “felice” una donna ed avrai una vita eroticamente frustrante, ma poi lo si impara che il vero sesso non è quello dei film porno. Oggi la pornografia “libera” sta cambiando le abitudini e i comportamenti dei giovani e vedrete che questo avrà un forte riscontro nella vita sessuale degli adulti di domani. Non sto condannando internet e Youporn (ci mancherebbe!, sono uno dei più affezionati fan dello spurcellamento in Rete), però è un dato di fatto che il cambiamento è epocale; credo che questo cambiamento potrà essere più negativo che positivo perchè mentre noi figli di… Lando ci approcciavamo al sesso gradualmente, passo dopo passo, oggi si entra in una sorta di Paese dei Balocchi in tenera età e si rischia di farne da subito un’indigestione. Ecco che diventa ancor più importante la presenza di genitori aperti, intelligenti, che non considerino il sesso un qualcosa di terribile e che spieghino ai figli quello che c’è da spiegare. Questa grande abbuffata di sesso, associata all’uccisione della fantasia che ne consegue (quando eravamo giovani noi dovevamo usarla molto di più per creare i “nostri” filmini mentali e sapeste come la uso ancora oggi!) rischia dunque di formare generazioni di handicappati sessuali. E ancor più grave, di handicappati sentimentali.

Riflessioni socio-stantuffologiche sull’educazione sessuale.ultima modifica: 2011-09-17T14:29:17+00:00da skreta
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