Ott 12, 2009 - Senza categoria    No Comments

L’incidente

L’INCIDENTE

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Quando ci ripenso un’espressione ironica mi si stampa sul viso, ma un osservatore attento noterà che l’ironia è solo uno strato di cerone per mascherare questo pensiero: “Che coglione sono stato a perdere la “bussola” per una simile idra!”

   L’avevo conosciuta a una cena a casa di mia cugina Rachele e proprio lei, Rachele, mi aveva presentato Jane strappandola letteralmente dalla sedia mentre stava per sedersi a tavola. “Jane ti presento Tony…” disse tutta baldanzosa mia cugina con la speranza di appiopparmi l’amica.

   “Ciao Jane, ma lo sai che sei uguale a…” attaccai.

   “Michelle Pfeiffer! Lo so, me lo dicono tutti” concluse lei.

   Rachele e Jane erano entrambe hostess di terra, colleghe all’aeroporto di Babele. Jane si era trasferita da Urbe da qualche mese ed era intenzionata a mettere radici nella mia città perché, diceva accompagnando la battuta con una gran risata, amo Babele e tutti i Babbei. Rachele mi aveva fatto accomodare accanto a Jane e per tutta la sera avevamo praticamente escluso gli altri setto o otto commensali intavolando una discussione sui nostri sogni e progetti futuri. Nonostante la diversità di carattere, di opinioni e di stile di vita, sembravamo in perfetta sintonia emotiva. Quando la serata si concluse, salutai Jane provando una gioia intensa dentro di me, come raramente avevo provato.

   Questo dunque fu l’incipit di una storia che durò alcuni mesi. Più passava il tempo, più mi innamoravo, ma allo stesso tempo mi sorgevano dei dubbi. Valli a capire i meccanismi del cuore! Jane si rivelò presto una persona snob, cinica e arrivista; criticava con sempre maggiore acredine il mio stile di vita bohemien e derideva i miei sogni. Iniziò presto a chiamarmi solo per passare qualche ora di sesso e arrivò a dirmelo senza neppure troppo tatto: “Mi piace solo come scopi Tony, per il resto non siamo proprio compatibili e tu sei un perdente.” Io ero talmente drogato di Jane che mi accontentavo di mendicare un po’ di sesso e passavo sopra qualunque insulto mi rivolgesse, pensavo perfino che pur di stare con lei mi sarei fatto addomesticare. Ma un giorno, grazie a pio, mi svegliai dal sonno della ragione (o del cuore) e mentre ero all’aeroporto dove ero andato a prenderla per trascorrere una notte di sesso, la vidi venirmi incontro dall’alto della sua passerella spocchiosa e un’immaginaria secchiata d’acqua gelida mi colpì: “Io sono proprio un babbeo e tu sei solo il più assurdo incidente di percorso della mia assurda esistenza” le dissi. Lei neanche si scompose. Mi guardò come fossi uno zero assoluto, girò i suoi tacchi alti e uscì rumorosamente dalla mia vita.

 

L’incidenteultima modifica: 2009-10-12T13:30:38+02:00da skreta
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