Ott 24, 2009 - Senza categoria    No Comments

Nuovo racconto

IL FESTIVAL DEL PORNO DI LORENZA
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Chiusa l’allucinata e allucinante parentesi con Silvia, una figaccia marcia che mi aveva attaccato una noiosissima malattia venerea, conobbi Lorenza. Guarito, mi trovavo in vacanza in Sardegna con Banana, Piretti e Sculasòn; nel camping di Palau dove avevamo montato la canadese presa in prestito dal Profeta (quell’estate in vacanza con la morosa) facemmo amicizia con un gruppo di quattro ragazze toscane. Avevano montato i loro due igloo di fianco la nostra tenda la sera dopo il nostro arrivo. Cinque minuti dopo aver piantato l’ultimo picchetto, Sculasòn era già entrato in azione e in un quarto d’ora avevamo fatto comunella, passandoci il razzo-calumet della fratellanza. Le “affinità elettive” fecero il loro corso alchemico e io intravidi subito in Lorenza quelle caratteristiche empatiche che potevano rendere quella vacanza estremamente interessante. Mentre Sculasòn si faceva una storia con la sorella di Lorenza, tale Paola, scialba brutta copia della mia frizzante e carina amica, Piretti cercava in tutti i modi di farsi fare almeno un bocchino da Fabiola, l’amica più cesso delle quattro. Essendo Fabiola e Roberta, la quarta componente del gruppo, due grandi cannaiole ed essendo Piretti uno dei più noti spacciatori di Bologna, riuscì a scoparsele entrambe, ovviamente in cambio di qualche grammo abbondante di fumella. Banana intanto si dava da fare con un’animatrice del campeggio, la quale si divertiva a raccontare alle altre animatrici, sghignazzando, questa battuta secondo lei tanto divertente: “Bisogna che scopra l’origine del soprannome di Banana. Forse perché ama le noccioline come le scimmiette?” Quando lo scoprì, smise di sghignazzare, e tutte le volte che Banana si appartava con lei nella nostra tenda, ne usciva poi appagata ma anche piuttosto sofferente.

   Lorenza era più anziana di me di tre anni, quindi all’epoca aveva sui ventiquattro, venticinque anni, ma era stata sposata due anni, separandosi proprio quell’estate. Lavorava in una profumeria di Empoli ed era una lettrice appassionata. Io fino a quel momento avevo letto sì e no due libri quando andavo alle Medie e mai mi sarei immaginato assorto nella lettura di un romanzo nel mio futuro. Ebbene, Lori fece il miracolo. Nelle notti che trascorrevamo seduti sul “nostro” scoglio sulla spiaggia di Palau, mi parlava con un tale entusiasmo dei libri che aveva letto, che fui tentato, quando tornai a casa, di provare a cimentarmi seriamente con un libro, per vedere se anch’io potevo provare le emozioni che descriveva. Volli comprarne uno di quelli di cui mi aveva parlato con maggior passione: Belli e dannati. Rimasi folgorato. E da quel momento, non passa giorno ch’io non legga almeno una cinquantina di pagine di un libro.

   Ma intanto ero lì a Palau con Lori, che oltre ad avere una sterminata cultura in campo letterario era anche un’interlocutrice simpatica e un’ascoltatrice attenta. Scopavamo con foga un paio di volte al giorno. Siccome sua sorella Paola aveva una videocamera, le proposi per scherzo un gioco, mai immaginando che avrebbe accettato, per giunta con entusiasmo.

   “Perché non ci filmiamo mentre facciamo l’amore?” chiesi accompagnando alla domanda un sorrisetto buffo, nel caso avesse reputato la richiesta stupida o folle e io potessi quindi salvarmi in corner.

   “Perché no?” rispose. “L’idea mi piace, dopotutto siamo tutti un po’ voyeur. Anzi, sai cosa ti dico? Ci filmiamo e se ci piace mostriamo la cassetta anche agli altri, per vedere che reazione hanno. Che ne dici?”

   “Intrigante.”

   Approntata la scenografia e sistemata la cinepresa nella canadese, iniziammo a darci dentro. L’idea di essere filmato e soprattutto il pensiero che quelle immagini le avrebbero poi viste i miei amici e le sue amiche mi eccitò non poco. La batteria della videocamera aveva un’autonomia di poco più di mezz’ora ma fu più che sufficiente: il filmato inizia riprendendo me sdraiato sui materassini, poi arriva Lori che mi si adagia accanto; la spoglio lentamente, visibilmente preso dalla situazione; anche Lori è presa – le immagini lo evidenziano –  e dopo aver dato un’occhiata provocante alla telecamera, mi abbassa calzoni e mutande prendendo in bocca il mio membro eretto. Io ora sono in piedi e la prendo per i capelli guardando a mia volta l’obiettivo con un ghigno malizioso. Staccatola dal mio cazzo marmoreo, le strappo la camicetta; sotto non porta reggiseno e mi attacco a quelle tettine perfette, succhiando da quei capezzoli che sembrano due chiodi. La scopo per un po’ a pecora, passiamo quindi ad un paio di altre posizioni per concludere con lei che mi monta dandomi la schiena. Poco prima di venire, Lori dice sia a me che all’obbiettivo di aspettare un attimo. Si stacca dal mio cazzo, prende in mano la telecamera e filma l’eruzione di sperma che mi finisce addirittura in faccia. “Questo film sarà un successo” esclama dopo aver spento la camera.

   La sera dopo eravamo tutti riuniti nel bungalow delle animatrici del camping. Ci passavamo una canna dietro l’altra. Ad un certo punti dissi ad Anita, l’animatrice di Banana, che avevo una cassetta del concerto di Vasco registrata l’anno prima al suo concerto e volevo mostrarla. Lei inserì la cassetta nel registratore e partirono le immagini dell’infuocato amplesso tra me e Lorenza. Inizialmente rimasero tutti senza parole e rivedendomi sullo schermo, al centro dell’attenzione, mentre scopavo, iniziai a provare un po’ di vergogna, ma vedendo Lori che si divertiva come una matta per lo scandalo suscitato, misi da parte l’imbarazzo e cominciai a prenderci gusto anch’io. Tra l’altro percepivo una crescente eccitazione nella mini platea, eccitazione che stava prendendo il posto dell’incredulità.

   Quando il video finì, gli applausi scrosciarono e Banana, infoiato come un facocero in calore, propose di filmarci tutti mentre facevamo un’orgia, ma la proposta non trovò grandi consensi.

   “Ascolta la mia di proposta invece” intervenne Lorenza. “Visto che abbiamo appurato che non c’è niente male in un video come questo; visto che rimarrà un gioco tra noi e visto che la cosa mi sembra piuttosto intrigante, perché non lo fate anche voi un video? Sculasòn con Paola, Banana con Anita, Piretti con Fabiola. O Roberta se preferisce. O entrambe. Chi vuole partecipare, partecipa. Insomma, facciamo un bel festival del porno, e alla fine la giuria decreterà il vincitore. In premio una pizza offerta alla pizzeria del camping.”

   Guarda te questa, che tipa!, pensavo. Ma da dove salta fuori?

   La sua proposta incontrò l’entusiasmo di tutti, a parte quello di Paola, che trovò l’idea della sorella “immorale e fuori di testa”. Alla fine parteciparono, oltre al nostro video, il video di Banana e Anita, quello di Piretti con Roberta, quello di Sculasòn che si masturbava visto il forfait di Paola, quello di Fabiola con Francesco, capo animatore del campeggio, e quello di Ileana e Barbara, animatrici bisex. Il giudizio decretato da noi spettatori fu univoco: nonostante la prestazione, impreziosita dalle dimensioni, di Banana e Anita, vinsero la pizza Ileana e Barbara. Due porche così accalorate non le avevo mai viste nemmeno nei film porno professionali.

   Terminato il “festival” eravamo già agli sgoccioli della vacanza. Sapevo che con Lorenza sarebbe finita una volta rientrati alle nostre case però non eravamo dispiaciuti. Stavamo molto bene insieme, anche senza essere innamorati. In effetti, negli anni non l’ho più rivista, ma siamo sempre rimasti in contatto prima epistolare e poi epistolar-telematico. Per telefono ci sentiamo tuttora. In Lorenza, la pazza, provocante, intelligente Lorenza, ho trovato una vera amica. Anche più vera di quegli “amici all’occorrenza” che sono Sculasòn, il Profeta, Banana, Piretti e compagnia bella. Prima o poi andrò a trovarla a Empoli; da allora, da quella folle vacanza in Sardegna, mi ha raccontato di avere avuto tante storie con tanti uomini, ma io sono stato “il più buffo di tutti” mi ha confessato. All’inizio non sapevo se esserne lusingato o meno; ho optato per il complimento. Perché come ci siamo divertiti in quei quattordici intensissimi giorni sardi, lo sappiamo solo noi…

Nuovo raccontoultima modifica: 2009-10-24T14:35:10+02:00da skreta
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