Mag 11, 2011 - Senza categoria    No Comments

UN COMPLEANNO (MOLTO) SPECIALE

Questo racconto non è nuovo. Appare sul sito del Dottor Manser; l’ho rivisto e corretto per l’occasione, rendendolo un po’ più fluido e aggiungendo qualche battuta ironica. Inoltre mi sono divertito a cambiare i nomi dei personaggi con i protagonisti del romanzo “Il quaderno rosso”, opera in cui appare per la prima volta Tony. Lo inserisco di seguito perché lo definirei un classico della narrativa stantuffiana, una storia che ha ispirato anche – come noteranno i fan del Manser – il libro “La Grande Inculata” (Cicorivlta Edizioni, 2006). Gustatelo con calma: è una vera e propria prelibatezza! 😉

L’idea era venuta a Tony. Finalmente avrebbe potuto sdebitarsi con Lilli per tutti i favori che gli aveva fatto nel corso degli anni, favori che andavano dal prestito di qualche euro per una birretta, alle sigarette che puntualmente dimenticava di comprare, fino alle centinaia di fotocopie dei suoi racconti scadenti stampategli dall’amica durante le pause di lavoro alla “Computer Chez”. Oltre che in debito morale, si sentiva oberato anche da un discreto debito economico.

   Non appena Tony aveva proposto agli amici la sua idea, questi l’avevano accolta entusiasticamente mostrandosi subito eccitati e desiderosi di metterla in pratica. Il compleanno di Lilli sarebbe stato un evento indimenticabile!

   Doveva essere una festa per pochi intimi: oltre alla festeggiata, Tony aveva invitato Candido Smith, Zambo, Paolino Ragù, Actarus e Cicciobello. Quest’ultimo aveva prestato la sua casa di campagna per svolgervi la festa. Tutto era stato organizzato nei minimi particolari dal buon Tony. Lilli non sapeva assolutamente a cosa sarebbe andata incontro fra quelle quattro mura diroccate; era solo a conoscenza del fatto che un megaparty era stato predisposto in suo onore per festeggiare i ventidue anni.

   Alle ventidue esatte del ventidue ottobre la macchina di Lilli imboccò il vialetto sterrato che conduceva alla casa di campagna di Cicciobello, al numero ventidue di via Ventidue Centimetri. Gli amici la attendevano già alticci a causa dei numerosi bicchieri di vino e birra scolati in precedenza.

   Tony le corse incontro sorreggendo due calici di Moét & Chandon (aveva fatto le cose veramente in grande!); gli altri lo avevano seguito e tutti insieme avevano brindato alla felicità di Lilli con il classico “cento di questi giorni!”. Dopodiché Tony aveva preso in disparte l’amica e le aveva spiegato per filo e per segno quello che l’aspettava, quale meraviglioso regalo lui e i compagni intendevano farle.

   “Ma sei fuori?!” fu la prima reazione di Lilli.

   “Dai, non fare la figa bigotta e schizzinosa! Se ti lasci un po’ andare ti piacerà da matti.”

   “Tu ti sei bruciato il cervello con quelle merde di droghe e antidepressivi che prendi. Io non mi faccio sbattere da tutti voi!”

   “Guarda che mica ti stupriamo tutti insieme veh! Facciamo un po’ di sano up and down uno alla volta. Vedessi al piano superiore come abbiamo sistemato la camera da letto per questo avvenimento storico: una romantica alcova per i nostri goduriosi sollazzi!”

   “Non farò mai una cosa così, neanche se mi pagaste tutto l’oro del mondo…”

   A Tony bastò mettere sotto gli occhi di Lilli una canna di marijuana e la ragazza cambiò immediatamente idea. Dopo due tiri già non vedeva già l’ora di ricevere i suoi “regali” nella camera da letto.

   “Bene, va’ su e aspettaci. Noi decidiamo il nostro turno poi arriviamo uno alla volta” disse Tony con una certa impazienza.

   Mentre al piano di sopra Lilli pregustava in preda alla fattanza i momenti erotici che sarebbero seguiti, giù, gli amici, con i calici di vino e i boccali di birra sempre colmi fino all’orlo, discutevano su chi sarebbe stato il primo.

   “Io non me la sento ragazzi!” disse Tony. “Pensavo che ci sarei riuscito ma… sono troppo amico di Lilli per farlo.”

   “Ecco, sei il solito cacasotto!” lo aggredì Actarus. “Come sempre lanci le proposte poi ti tiri indietro.”

“Ehm, ehm, se non vi dispiace, ehm, vado io per primo” intervenne Zambo cercando di nascondere un sorriso malizioso mordendosi le labbra.

   Tutti lo guardarono e tutti furono d’accordo che sì, era giusto che andasse lui, ne aveva diritto più di chiunque altro. Dopotutto era stato insieme a Lilli tre anni prima che questa lo cornificasse con quel grassone brutto e puzzolente di Poldo Tuttacappella.

   “Se non lo faccio io” proseguì, “chi può avere il coraggio di farlo?!”

   Detto questo si precipitò su per le scale. Sotto erano tutti in silenzio davanti al fuoco che ardeva nel camino, troppo ubriachi per formulare qualche frase o pensiero e troppo curiosi di percepire qualche rumore proveniente dalla stanza da letto. Di fatti dopo poco… GNIC GNIC SBUM BAM BADABIM SBABUM… “AAAAAAAAAAH!”

   Un gemito squarciò la calma mista a tensione che stava permeando la saletta occupata dai cinque amici. Dopo dieci minuti Zambo scese, il sudore gli colava dal viso arrossato e stravolto.

   “Già fatto?” chiese Candido in tono ironico.

   “Che roba ragazzi! Ehm, le ho fatto vedere i sorci verdi” rispose Zambo.

   “Vai a cagare va’ là! Se ci hai messo due secondi!” lo stuzzicò quello stronzo di Actarus.

   “Ehm, ehm, vi assicuro che è stata una roba da urlo.”

   “Abbiamo sentito! Bene, adesso che il “lavoro sporco” è stato fatto, a chi tocca?” domandò Tony.

   “Vado io!” intervenne Actarus.

   Gli amici si guardarono perplessi. Trascorsero alcuni interminabili secondi di silenzio, poi toccò a Tony assentire per tutti.

   “Certo che con quel randello che si è portato appresso…” disse Paolino Ragù leggendo probabilmente nel pensiero degli altri. “Non sarà troppo grosso?”

   “Grosso o sottile, corto o lungo, per quello che dobbiamo fare va più che bene” rispose saggiamente Tony.

   Dopo qualche attimo infatti si udirono rumori violenti… SPACK TUTT KON STUKAZZ CHE MI RITROV e BADABIM e BADABAM… poi ci fu improvvisamente silenzio. Trascorse un quarto d’ora e Actarus ridiscese. Scoppiò a piangere.

   “Mi raccomando” riuscì a dire tra i singhiozzi, “che non si venga mai a sapere in giro!”

   “Tranquillo!” lo confortò Paolino. “Hai fatto il tuo dovere. Pensa a tutte le volte che quella zoccola ti pigliava per il culo solo perché sei bisex!”

   “Che iddio abbia pietà di noi!” gli rispose Actarus.

   “Amen!” ripeterono tutti in coro.

   Toccò poi il turno di Paolino. Dopo venti minuti lo videro precipitarsi giù dalle scale e correre fuori in mezzo al prato. Vomitò tutto il vino bevuto.

   “Ho sempre pensato a Lilli come ad un’amica senza mai immaginarla a quel modo là, ma così ragaz’… è veramente troppo!” disse una volta ripresosi.

   “Vai Candido, è il tuo momento!” avvertì freddamente Cicciobello.

   “Se lo viene a sapere mia moglie Cettina sono fottuto” dichiarò preoccupato il signor Smith.

   “Non lo verrà mai a sapere nessuno” affermò Tony solenne.

   Mentre Candido era su con Lilli, a Tony venne la curiosità di andare a sbirciare quello che combinava l’amico. Scostò di poco l’uscio della camera da letto e vide l’amico di spalle che inginocchiato ai piedi del letto assestava colpi ad un ritmo forsennato, tanto che ad un certo punto il parrucchino gli cadde per terra; non se ne accorse se non dopo aver terminato il lavoro. Intanto però anche Tony era corso fuori a vomitare…

   “Tocca a te Cicciobello!” disse nervosamente, quasi in tono di sfida Zambo che sapeva che l’amico era stato un ex amante della “sua” Lilli. “Fai presto che noi cominciamo ad apparecchiare la tavola.”

   Ciccio salì lentamente le scale, dinoccolato e sornione; pareva quasi di udire in sottofondo una qualche musica western di Ennio Morricone mentre avanzava. Tre quarti d’ora dopo si presentò giù con un largo sorriso beffardo stampato sul volto.

   “Il dado è tratto!, come disse una volta mia nonna mentre preparava il brodo per i tortellini” annunciò.

   “Bene” disse Tony, “vado a vedere a che punto è. Voi accomodatevi pure a tavola.”

   Si sedettero tutti intorno al tavolo mentre il fuoco ardeva ancora energico nel caminetto caliginoso conferendo alla stanza una calda e conviviale atmosfera.

   “Allora, chi vuole le cosce?” domandò Tony presentandosi con un lungo vassoio tra le mani. “E le chiappe?”

   Le varie parti della carcassa di Lilli erano sistemate tra patate e piselli sul vassoio. La testa decapitata stava nel mezzo della composizione culinaria preparata con scrupolo dagli amici; una mela le sporgeva dalla bocca.

   “Io prendo le tette” disse Candido. “Sono a dieta e con il poco che c’è vanno benissimo!”

   “Anch’io sono a dieta” gli fece eco Actarus. “Prendo il cervello!”

   “Lasciatemi i piedi!” gridò Tony. “Lo sapete che sono feticista.”

   “Io voglio un po’ di tutto!” urlò più forte Zambo.

   “Mi accontento di un pezzettino di… patata, poca però che ho appena sboccato” sibilò Ragù ancora sconvolto.

   “Per me un po’ di culo, please!” disse Cicciobello trattenendo una risata sarcastica. “Me ne ha sempre dato tanto, ma non mi sono ancora stancato…”

   Zambo lo guardò in tralice.

   Nonostante diete e stomaci sottosopra, i sei amici divorarono Lilli in un batter di ciglia. Finito il lauto banchetto, Candido, richiamando l’attenzione con un rutto fantozziano, disse:

   “Oh ragazzi, ci siamo dimenticati il brindisi. Tutti in piedi!”

   Si alzarono dalle loro sedie levando contemporaneamente i calici. Cicciobello si schiarì la voce e ieratico come mai più sarebbe stato in vita sua accomiatò l’amica-ex-amante:

   “A Lilli! Il suo ricordo rimarrà sempre… dentro di noi!”

   I bicchieri tintinnarono tra loro. Qualcuno esclamò: “Debito estinto!”

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UN COMPLEANNO (MOLTO) SPECIALEultima modifica: 2011-05-11T15:02:32+02:00da skreta
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