Nov 21, 2011 - Senza categoria    No Comments

NARCISO BOCCADORO

Quando uscì dalla clinica privata “Korov’ ev” di Beslan in Ossezia del Nord (tristemente nota per l’attacco terroristico alla Scuola Numero Uno nel 2004), era una persona completamente diversa.

   Narciso Boccadoro era nato a Milano quarantadue anni prima da Agostino Boccadoro e Agata Bauscia, mostrando già in tenera età un’identità sessuale ambigua. Questa incertezza era stata causa di forte disagio per tutta l’infanzia fin oltre l’adolescenza; a diciotto anni i genitori lo avevano convinto ad andare in analisi da un luminare nel campo della psicologia d’avanguardia, tale Tony Stanley Manser. Il ragazzo era entrato nello studio di Manser credendo di essere essenzialmente etero, ma aveva presto capito che il lato omosessuale era predominante nel suo Io. Solo verso i venticinque anni si era reso conto di essere bisessuale, dato che apprezzava indistintamente, con una leggera propensione per i maschi, sia uomini che donne. C’era ancora qualcosa però che non lo convinceva.

   Narciso Boccadoro ebbe l’illuminazione solo superato il traguardo dei trent’anni, dopo l’ennesimo saltuario incontro con il dottor Manser, che nel frattempo aveva chiuso col mestiere di psicologo e aveva fondato una setta di pazzi che auspicava l’abbandono della Terra per raggiungere il Pianeta Eletto, ovvero Utopia; tutto sarebbe avvenuto grazie al Messia Coluicheindicalaluce, atteso un giorno indefinito con la sua astronave per caricare i suoi discepoli.

   Di abbandonare la Terra per andare su Utopia a Narciso non importava nulla, come non gli importava nulla della setta; Manser lo “illuminò” riguardo la sua vera natura: tramite quel ciarlatano il signor Boccadoro capì una volta per tutte di non essere né etero, né omo, né bisex. Capì di essere egosessuale! Amava solo sé stesso. Da tempo si eccitava quasi esclusivamente guardandosi allo specchio. Ogni tanto frequentava ancora uomini e donne, ma solo masturbarsi osservando il proprio corpo nudo lo appagava.

   Passarono gli anni. Manser intanto era sparito chissà dove con la sua setta di matti; qualcuno azzardò fosse veramente andato su Utopia venendo anch’egli preso per matto. Un giorno Narciso lesse sul giornale che a Beslan esisteva una clinica privata che eseguiva operazioni particolari per permettere agli uomini di praticare l’autofellatio. Apriti cielo! Per un egosessuale-narciso come lui non pareva vero. Si informò su internet, dove lesse che quella clinica sarebbe stata illegale in ogni angolo d’Europa, ma non in Ossezia del Nord. Scoprì anche che il proprietario nonché primario era stato un grande amico del dottor Manser.

   Narciso prenotò l’operazione completando semplicemente un modulo on line, pagò anticipatamente con un bonifico di ventimila euro (per un totale di cinquantamila) frutto dei suoi risparmi come commesso in un negozio di articoli sportivi e partì per Beslan.

   Si sottopose a due operazioni lunghe e complicate dove gli tolsero la parte inferiore della gabbia toracica e gli piegarono la colonna vertebrale. Rimase ricoverato per oltre un mese e quando uscì, beh, era una creatura nuova: zoppo, gobbo, deforme. Tornò in Italia, dove come previsto lo licenziarono; ottenne però, tramite conoscenti piduisti del solito dottor Manser, una lauta pensione d’invalidità. Adesso Narciso era considerato da tutti un mostro, ma era felice avendo realizzato il sogno della sua vita: poteva darsi piacere anche con la bocca, lui che amava sé stesso alla follia.

   Col tempo però capì di non essere pienamente soddisfatto… Si fece fare un prestito alla Banca di Manser e prenotò una nuova operazione a Beslan: questa consisteva nell’allungamento con incurvatura circolare subscrotale del pene. Gli sarebbe costato centomila euro, ma potersi inculare non aveva prezzo!

 

 

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NARCISO BOCCADOROultima modifica: 2011-11-21T17:40:00+01:00da skreta
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