Browsing "Senza categoria"
Gen 28, 2008 - Senza categoria    No Comments

LA SORPRESA

Il racconto che segue è stato segnalato come terzo classificato nel programma “Loveline” di MTV l’anno scorso. Lo inserisco nel blog bel mio amico Tony perchè la storia che racconta sembra proprio un’avventura vissuta dal mitico Stantuffo. Ringrazio il sito www.dottormanser.it per la gentile concessione dell’opera.

8ec7b82f7c67834ff6cee7fd640f87a0.jpg  LA SORPRESA

 

 Avevo conosciuto Giada un mese prima al compleanno di un amico comune, in un disco-pub di Bologna. Ci eravamo subito piaciuti e già dal giorno dopo avevamo cominciato a frequentarci.

   Durante quel mese però, pur con le dovute maniere, non ero riuscito a convincerla a fare l’amore.

   “E’ presto” diceva, “ci conosciamo da troppo poco.”

   Dopo tutto, pensavo, ha appena diciotto anni (io ne avevo venticinque) e anche se al giorno d’oggi le ragazzine di quell’età sono molto smaliziate, fa piacere notare che ce n’è in giro qualcuna più seria e inquadrata di altre.

   Ci vedevamo più o meno tutti i giorni e l’intesa migliorava a vista d’occhio. I nostri caratteri sembravano compatibili e forse stava nascendo un sentimento reciproco profondo che rasentava l’amore. Ci baciavamo sì, e con passione, duellando con le nostre lingue fino allo sfinimento, ma come detto, niente sesso ancora. Nemmeno sesso orale, pratica che agognavo nell’attesa di assaporare il frutto della nostra unione.

   Un giorno, circa un mese dopo averla conosciuta, Giada disse:

   “Simone, credo di essere pronta. Dopodomani ti aspetto a casa mia alle ventidue in punto.”

   Apriti cielo! Solo al pensiero di vedere nudo quel corpo sensuale e fare l’amore nella sua cameretta – che già conoscevo per esserci stato una volta – ebbi un’erezione.

   Finalmente il tanto sperato giorno arrivò: era un sabato e alle ventidue precise suonai al citofono dell’appartamento di Giada. Venne ad aprirmi la madre, che vedevo per la prima volta in quell’occasione. Era una donna splendida, alta, mora, poco più che quarantenne. Indossava un vestito rosso attillatissimo che metteva in risalto una scollatura mozzafiato.

   “Pia… piacere, Simone!” balbettai.

   “Ciao Simone, piacere mio. Io sono Anna, la mamma di Giada. Vai pure di là, ti sta aspettando in camera.”

   Percorsi il breve corridoio ed entrai nella stanza da letto di Giada. Non feci neppure in tempo a chiudermi la porta alle spalle, che la ragazzina mi stava già spogliando.

   “Ma Giada!” esclamai un po’ sorpreso da tanta foga. “E tua mamma?”

   “Non ti preoccupare, è felice che tu sia qua!”

   Nonostante mi avesse fatto aspettare un mese, sapevo che Giada non era vergine, ma da come si muoveva spogliandomi e lasciandosi spogliare, sembrava una veterana del sesso. Una volta che fummo nudi entrambi, mi adagiò sul suo letto a una piazza e mezzo poi, delicatamente, mi prese in bocca il pene turgido. Da come usava labbra e lingua, non c’erano dubbi sulla sua lunga esperienza in materia di pompini.

   Non volevo venire con una fellatio, così dopo alcuni minuti di quella pratica estatica, la tirai su per i capelli e mi attaccai al suo seno con bramosia: leccavo e succhiavo i capezzoli piccoli e scuri come un assetato. La adagiai supina e la penetrai. Mentre ancheggiavo ritmicamente lasciandomi inebriare dal suo profumo e dalla situazione in sé, la mamma di Giada entrò in camera.

   “Ooops!” esclamai.

   Mi staccai subito dalla figlia, imbarazzatissimo. Anna invece non fece una piega; venne a sedersi sul letto di fianco a me e cominciò a carezzarmi. Il piccolo shock mi aveva fatto ammosciare il pene, ma ritornò subito duro come una roccia non appena me lo prese in mano, mentre con la lingua calda e guizzante mi leccava i capezzoli. Anche Giada si mise a leccarmi i capezzoli.

   Oh mamma, pensai, sta succedendo veramente? Solo nelle fantasie che ci si racconta al bar tra amici succedono queste cose. Eppure ero lì, madre e figlia mi stavano mandando in estasi. Alla faccia della santarellina, pensai ancora, ma poi smisi di pensare e mi concentrai sul “da fare”…

   Giada prese da un cassetto due paia di manette e mi legò i polsi alla testiera del letto. Io mi facevo guidare, passivo e silenzioso, quasi inebetito dall’irrealtà della situazione. Anna mi montò e cavalcandomi come un’indemoniata venne tra spasmi violenti, gridando “sì, fa’ godere questa vecchia porca mio giovane stallone, sì uh sì uh…”. Intanto la figlia era in piedi sopra di me e mi infilava un piede in bocca. Io glielo leccavo avidamente. Quando Anna ebbe finito di contorcersi sul mio membro ancora inappagato, fu Giada a prendere il suo posto. Venne quasi in silenzio, a contrario della madre, la quale pensò bene di far venire anche me con un gioco di bocca altamente professionale…

   Stremato – e ancora legato – con le due donne al mio fianco anch’esse stremate, già mi vedevo al bar a raccontare quell’incredibile avventura erotica agli amici, quando…

   Dall’armadio sbucò Sandrone, padre di Giada e marito di Anna. Era un energumeno di un metro e novanta con due spalle da scaricatore di porto e un collo taurino da far paura. La cosa inquietante però era che era completamente nudo, e dal suo basso ventre si ergeva con maestosità regale un uccello che di così grossi non ne avevo visti neanche nei film porno.

   “Che cazzo significa questo?” chiesi molto preoccupato a Giada e Anna.

   “Non ti piace la sorpresa?” mi chiese ironica Giada.

   “Tirategli su le gambe e tenetelo fermo” ordinò Sandrone con voce stentorea.

 

 

   Quel giorno andai a casa claudicante. Non raccontai mai quell’episodio agli amici del bar. Per settimane piansi, e non certo perché era finita la mia storia con Giada.

  

Gen 17, 2008 - Senza categoria    No Comments

I sogni di Tony (VI)

Mi trovavo in un deserto sconfinato, le forze allo stremo, quando all’improvviso mi imbattei in un’oasi. “E’ un miraggio?” mi chiesi inebetito. Strisciando nella sabbia bollente, impiegando le energie residue, mi avvicinai. No, non era un miraggio! Mamma che sete! L’oasi era rigogliosa di vegetazione e in uno stretto fossato, un rigagnolo quasi, scorreva una linfa vitale. Immersi avidamente le mie labbra riarse e la lingua bramosa. Immediatamente tornai alla vita!!!

8a522d1bb24c1630626f28b11a71bdf9.jpg
Pagine:«123456